Ottimi motivi per venire a Lione quest’autunno
Lione, con l’arrivo dell’autunno…
C’è chi scopre Lione in pieno agosto, con 35 gradi, e chi conosce il segreto: la stagione più bella per visitare la capitale della Gallia è forse proprio l’autunno. La luce diventa più morbida, le terrazze ritrovano la loro tranquillità, i grandi eventi culturali tornano in scena e la città si lascia finalmente ammirare senza la folla estiva… né quella, impressionante, che invaderà le strade all’inizio di dicembre per la Festa delle Luci.
Dal Vieux Lyon, ecco ottimi motivi per soggiornare al Phénix Hôtel tra settembre e novembre.
Lione, ancora più bella in autunno…
In autunno, le rive della Saona sembrano uscite da un quadro impressionista. Gli alberi del Parc de la Tête d’Or si tingono di oro e rame, Fourvière domina una città inondata da una luce radente e i vicoli rinascimentali della Vecchia Lione ritrovano un’atmosfera quasi intima.
È anche il periodo perfetto per gironzolare tra i traboules, salire fino alla basilica o attraversare i ponticelli sulla Saona senza doverti fare strada a gomitate tra i gruppi di turisti. Un lusso ormai raro in alcune grandi città europee.


Perché è ancora la stagione delle terrazze
Uno dei vantaggi di vivere a Lione in autunno? Poter pranzare ancora all’aperto a ottobre.
A pochi minuti dal Phénix, alcune terrazze assumono addirittura un’altra dimensione quando le temperature si abbassano un po’.
Ci piace ovviamente quella del Comptoir Phénix, ma anche: la terrazza di Le Florian, che è uno di quei posti che i lionesi amano tenere per sé. Nascosta nell’affascinante Place de la Baleine, lontana dal flusso turistico, offre un’atmosfera quasi intima sotto gli alberi, ideale per godersi un cocktail nella tranquillità della Vecchia Lione.
Per goderti un po’ di vista dall’alto, vai a Bulle, al ristorante de Fourvière di Guy Lassausaie. Arroccato sulla collina di Fourvière, la sua terrazza panoramica offre una delle viste più belle della città, dai tetti della Vecchia Lione fino alle Alpi nelle giornate limpide.
Né il caldo opprimente dell’estate, né il freddo dell’inverno: l’autunno trova spesso il giusto equilibrio.
Perché Lione vive al ritmo dei grandi festival
Ogni inizio d’anno porta con sé una serie di eventi culturali.
Gli appassionati di cinema tengono d’occhio soprattutto il Festival Lumière, che si terrà dal 10 al 18 ottobre 2026. Per nove giorni, proiezioni, incontri, retrospettive e ospiti di prestigio animeranno le sale di tutta la città. Lione diventerà così una delle capitali mondiali della settima arte.
Più intimo ma già molto atteso, anche il festival Slough Motion fa la sua comparsa dal 22 al 26 settembre. Tra l’altro, siamo tra i partner ufficiali. Nato dal desiderio di reinventare lo spirito del cortometraggio a Lione, proporrà proiezioni, concorsi internazionali, incontri e masterclass in diversi luoghi della città.
Un’ottima scusa per scoprire Lione in modo diverso, tra una proiezione e l’altra e qualche deviazione gastronomica.

Perché i buongustai sono particolarmente viziati
L’autunno è la stagione del calore.
I menu si riempiono di zucche, funghi, selvaggina, salse cotte a fuoco lento e dolci abbondanti. È proprio in questi momenti che i “bouchons” lionesi ritrovano tutto il loro significato.
Ma Lione continua anche a reinventarsi. Negli ultimi mesi, diversi chef di fama hanno scelto la città per esprimere la loro visione della gastronomia.
Pavyllon Lyon, il nuovo ristorante di Yannick Alléno, ha aperto in Place Bellecour in collaborazione con l’Institut Lyfe. Il concept unisce alta gastronomia, cucina a vista e formazione dei futuri talenti della ristorazione. È la prima versione al mondo del suo concetto di ristorante-scuola.
Brume, in Place de la Bourse, il cui nuovo menu è ora firmato da Norbert Tarayre. Lo chef propone una cucina bistronomica generosa e contemporanea, ispirata al territorio francese ma con il suo stile disinvolto e goloso. Lui interviene come chef consulente, mentre la brigata di Lione si occupa della gestione quotidiana.
Per i visitatori, è l’occasione per passare da una quenelle tradizionale a un ristorante gastronomico, per poi finire in un locale di uno chef famoso, il tutto nel raggio di pochi chilometri.
Poche città francesi offrono una tale varietà
Perché Lione sta ritrovando la sua vera identità
L’autunno è la stagione dei Lyonnais.
I mercati riprendono il loro ritmo, i bar si riempiono di clienti abituali, gli studenti riportano vita sulle banchine e i negozianti ritrovano il tempo per scambiarsi qualche parola.
Si scopre così una città meno frenetica, più autentica, dove ci si può ancora soffermare davanti a una facciata rinascimentale, entrare in una libreria indipendente o fare una passeggiata improvvisata fino alle pendici della Croix-Rousse.
Insomma, la città proprio come piace a noi.




